1. La Torre dei Susini

Piante utilizzate

Albicocchi (prunus armeniaca)
Bosso (buxus sempervirens)
Caprifoglio (lonicera caprifolium)
Cipressi (cupressus sempervirens)
Cotoneaster (cotoneaster lacteus)
Iris (iris germanica)
Lauro (laurus nobilis)
Lavanda (lavandula angustifolia officinalis)
Lentaggine (viburnum tinus)
Olivi (olea europaea)
Rose rifiorenti tappezzanti
Rosmarino (rosmarinus officinalis)
Salvia (salvia officinalis maxima)
Susini (prunus domestica)
Tromboncini o narcisi ( narcissus)

Fioriture stagionali (begonie, pansé)

Al giardino si accede da una vecchia porticina in ferro a lato del torrione costruito dall’architetto Poggi all’epoca di Firenze capitale nel 1865 circa. Tre rampe di scale ricavate tra lo spessore delle antiche mura e la terra della collina ci portano nel giardino. Ad accogliere il visitatore c’è un piccolo spiazzo di ghiaia bianchissima, circondato e ombreggiato da alberi di susine e quattro albicocchi sugli attenti come silenziose sentinelle. Ho scelto la ghiaia bianca perché avevo in mente di richiamare quelle sfere magiche che si comprano nei negozi di souvenir, dove nevica anche se fuori c’è il sole.

Pensiero e immaginazione

Anche se si transita dal viale alla campagna nel tempo di un respiro, quella porticina è stata messa lì, circa 100 anni fa, da mia nonna. Questo rito di passaggio segna l’inizio (e anche la fine) dell’itinerario tracciato all’interno del perimetro del giardino privato che si sviluppa sulle pendici del colle proteso sulla città di Firenze tra Arcetri in alto e San Miniato al Monte in basso.

La Torre in pietra contiene idealmente tutto il giardino ma rappresenta anche la solidità dei valori umani e spirituali sui quali costruire le proprie iniziative.

Giardino

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