13. La Strana Casa del Signor Tamerice

Piante utilizzate

Alloro (laurus nobilis)
Azeruolo rosso (crotaerus azzarolus)
Betulla utilis (betulla utilis)
Ciliagio (prunus avium)
Cipresso (cupressus sempervirens)
Cipresso Leylandii
Edera (hedera helix)
Eleagnus (eleagnus abbingei)
Fico d’India (opuntia ficus indica)
Fragola di bosco (fragaria vesca)
Graminacea (stipa tenuissima)
Iperico (hipericum perforatum)
Iris (iris germanica)
Melo cotogno (cydonia oblonga)
Olivo (olea europaea)
Rosa bengalense (rosa bengalensis semperflorens)
Rosa canina
Salvia (salvia officinalis)
Tamerice (tamerix gallica)
Tiglio (tilia cordata)
Vite del Canada-vite americana (parthenocissus quinquefolia)

Uno dei divertimenti dell’infanzia è la costruzione di rifugi e casette dove nascondersi dagli adulti e poter vivere qualche tempo lontano dalle scocciature. Pensando a mia figlia e con l’idea di trascorrervi un po’ di tempo con lei ho realizzato una casa vera fatta di foglie e fiori con pareti, finestre e porte, immersa nel verde e con la possibilità, rivolgendo lo sguardo al cielo, di vedere le nuvole correre.

Pensiero e immaginazione

Non è un palazzo, è più propriamente una casetta, interamente vegetale e abitabile dove sedersi e ammirare, dalle colorate finestre, i diversi scorci di verde. Le pareti, così come il tetto, sono da potare almeno tre volte l’anno ed è anche per questo che può capitare di avere ospiti che entrano passando dal tetto. In ogni caso, umani o pennuti sono tutti benvenuti. L’unico problema potrebbero essere gli spifferi.

La natura quando la si ama diventa una casa accogliente e un rifugio di felicità.

Giardino

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