22. Belvedere del “Palazzo”

Piante utilizzate

Abelia (abelia grandiflora)
Alloro (laurus nobilis)
Berberis (berberis thumbergii)
Bosso (buxus sempervirens)
Edera (Hedera Helix)
Elicriso (helichrisum italicum)
Gelsomino (trachelospermum jasminoides)
Giuggiolo (ziziphus jujuba)
Iris (iris germanica)
Lavanda (lavandula angustifolia officinalis)
Lentaggine (viburnum tinus)
Melissa (melissa officinalis)
Mirto (myrtus communis)
Nespolo (eriobotrya japonica)
Noce (juglans regia)
Olivo (olea europaea)
Palma (chamaerops humilis)
Quercia farnia (quercus robur)
Quercia sughera (quercus suber)
Rosa paesaggistica
Rosa tea
Santolina (santolina chamaecyparissus)
Rosa bengalense (rosa bengalensis semperflorens)
Rovo da more senza spine (rubus ulmifolius)
Salvia (salvia officinalis)
Sophora (styphnolobium japonicum)
Spirea bianca (spiraea)
Tiglio (tillia cordata)
Uva fragola (vitis labrusca)
Vittadinia (erigeron karwinskyanus)

Fioriture stagionali: pansé , begonie

È da quassù, nel punto più alto del giardino che si può godere di una vista incantevole a 180° su Firenze che pare così vicina da poter essere quasi toccata con mano.
Sedetevi comodamente e lasciate che lo sguardo scorra dalla villa di Bellosguardo alle colline del Casentino sorvolando i principali monumenti della città; tra questi la cupola del Brunelleschi si erge maestosa oltre la siepe di Berberis, incastonata tra le verdi colline che ne esaltano la bellezza, custodendo da secoli alla sua ombra i pensieri dei fiorentini.
In questo spettacolo il giardino sembra fondersi con la città in un continuo scambio prospettico di colori, forme, pietre, vasi, siepi, alberi e prato.

Pensiero e immaginazione

Potrebbe accadere anche a voi – o almeno questo è quello che spero – che passeggiando quassù sul belvedere veniate pervasi da un profondo senso di armonia. La corrispondenza dei colori delle piante e degli oggetti: il tortora, la pietra, il bianco e le sfumature del rosso e del turchese richiamano i colori della città come a voler esaltarne l’abbraccio. In questo quadro vi è un solo colpo di colore: l’Enterprise, che ricorda la bellezza degli arcobaleni sulla città dopo la pioggia.

Ognuno di noi ha nel cuore una città in cui spazio fisico e spazio storico si fondono. Lì costruiamo quell’intreccio di relazioni che danno senso alla nostra esistenza.

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