Le installazioni

“Durante gli scuri pomeriggi invernali, immaginavo la luce del sole filtrare tra gli alberi; nelle giornate assolate invece, intravedevo giochi d’ombre e freschezza dove non c’erano che afa e calore. Intanto prendevano forma pensieri che annotavo nel mio diario aspettando la stagione propizia per trascriverli in quei luoghi tanto amati. Ho riutilizzato oggetti e cose che languivano pigramente in qualche anfratto in attesa di una nuova vita e inventato figure che mutano nelle stagioni come i pensieri.” (Alice)


EdV Garden
è, nel suo genere unico: dal carattere favolistico, ironico e creativo rifugge i confronti con lo stile dei grandi giardini fiorentini ma è orgoglioso della sua toscanità di cui ne mantiene gli aspetti tipici di campagna.
È composto di 26 installazioni, la 27a è lo skyline della città. Ogni installazione è come un capitolo del diario di Alice in cui le storie prendono vita, come in un giardino delle meraviglie, grazie alle potature, ai giochi di luce e colori e a vecchi oggetti riciclati.
Ognuna di esse è corredata da una descrizione delle piante e degli oggetti, da un breve aneddoto dal tono favolistico e ironico, e da un messaggio riflessivo che potrà ispirarvi qualche nuova avventura oppure svelare qualcosa di nuovo su voi stessi. Sfogliando le pagine del giardino come in ogni favola, tra il serio e il faceto, potrete trovare quel messaggio “fatto su misura” per voi. Ma soprattutto pensate colorato!

La Torre dei Susini

(1. sulla mappa)

Al giardino si accede da una vecchia porticina in ferro a lato del torrione costruito dall’architetto Poggi all’epoca di Firenze capitale nel 1865 circa. Appena entrati tre rampe di scale ricavate tra lo spessore delle antiche mura e la terra della collina, ci introducono nel giardino. Nella sommità della Torre c’è uno spiazzo di ghiaia bianchissima circondato da susini che accolgono gli ospiti sugli attenti come silenziose sentinelle.

Il Condominio impossibile

(2. sulla mappa)

Piccoli condomini colorati abitati da animali di varie specie rappresentano nella forma e nella sostanza quanto possa essere difficile la convivenza.

Giardino Tanto T’Amai

(4. sulla mappa)

Questo spazio rappresenta il luogo della felicità e della spensieratezza. Qui prendono vita storie e fantasie dell’infanzia intrecciate col profumo del tiglio e del rosmarino racchiuse in geometrie allegramente labirintiche.

Fontana delle Gocce Inesistenti

(5. sulla mappa)

Una freschissima cascata di gocce di ceramica e pesci colorati nuotano tra le pietre. Ciuffi di graminacee in vasi smaltati si muovono leggeri nel vento per richiamare il desiderio di acqua che scorre.

Anfiteatro dell’Ananas

(6. sulla mappa)

Questo anfiteatro racchiude come in un acquario l’armonia della natura. Creativamente decorato con tamerici topiati a forma di ananas e fichi d’India questo palcoscenico campestre ha come sfondo un raro e profumato lilla e come tende gelsi penduli. Alberi da bacche durante l’inverno lo decorano come allegre lucine.

Finestre dei Bianconigli

(9. sulla mappa)

I Bianconigli presi in prestito dalla ‘mia’ fiaba “Alice nel paese delle meraviglie” sono i custodi dell’antica oliveta ed hanno il compito di conciliare passato e presente.

La Nave del Gatto Blu

(11. sulla mappa)

Un’amaca inutilizzata è trasformata in una nave il cui albero è un Gingko Biloba. La nave si appresta a salpare fra onde di graminacee e le insidie di una Tamerice a forma di piovra. Il comando è affidato a un gattone blu.

La Strana Casa del Signor Tamerice

(13. sulla mappa)

Il Signor Tamerice, con la sua famiglia, vi aspetta nella sua casetta interamente vegetale e abitabile per ammirare, dalle colorate finestre, diversi scorci di verde. Le pareti, così come il tetto, sono da potare almeno tre volte l’anno. L’unico problema potrebbero essere gli spifferi.

Una Lunghissima Strada nel Bosco

(14. sulla mappa)

Visto che ogni giardino dovrebbe avere il suo bosco incantato ho cercato di ovviare al problema trasformando la rampa che collega tre diversi piani del giardino in una lunga strada resa misteriosa da giochi di luce e ombre fra le piante.

La Gabbia delle Pappagalline

(19. sulla mappa)

Galline di razze ornamentali diverse popolano un pollaio “gioiello” presidiato da tre feroci guerrieri. Le ho, per certe loro caratteristiche, fantasiosamente soprannominate “Pappagalline dalle uova d’oro”. Con il loro fascino sono subito diventate le star del giardino, contese però dai gatti di casa.

Il Cancello di Log

(21. sulla mappa)

Ogni giardino ha le sue storie da raccontare. “Log”, cane di famiglia, vivace e chiassoso, a causa della sua irruenza si ritrovò da un giorno all’altro dietro un cancello. Gli tributo la mia riconoscenza perché è grazie a lui che ho ricevuto questo terreno.

Belvedere del “Palazzo”

(22. sulla mappa)

Da quassù, nel punto più alto del giardino, si può godere di una vista incantevole a 180° su Firenze che pare così vicina da poter essere quasi toccata con mano.
Sedetevi comodamente e lasciate che lo sguardo scorra dalla villa di Bellosguardo alle colline del Casentino sorvolando i principali monumenti della città.

L’Enterprise

(23. sulla mappa)

Salite a bordo della più colorata “navicella spaziale” proiettata sulla città. Alla guida, non meravigliatevi, un fenomenale pilota.

Il Roseto e i Fiori Marziani

(25. sulla mappa)

Bizzarri fiori marziani sbucano tra le rose: giganteschi fiori del colore del cielo e del mare che non sfioriscono mai. Evocano, con la collaborazione degli olivi, il sogno di un roseto che non sfiorisce mai.

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